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HemaBook, Capitolo 5: In che modo Mindray conteggia correttamente livelli bassi di piastrine

Mindray 2020-12-21

Rilevanza clinica

Derivanti dai megacariociti, le piastrine (PLT) sono prodotte e maturano nel midollo osseo. Oltre che, come noto, nella trombosi e nella riparazione delle ferite, le piastrine svolgono importanti ruoli nell'ambito delle infiammazioni, dell'immunità e della biologia del cancro[1]. I normali valori di riferimento delle piastrine nel sangue periferico sono compresi tra 150 e 400×109/L. Quando il loro valore è inferiore a 100×109/L, si può verificare un problema clinico comune noto come trombocitopenia (carenza di piastrine)[2].

La trombocitopenia può avere diverse cause, tra cui la diminuzione nella produzione di piastrine, l'aumento della distruzione piastrinica, l'aumento del sequestro splenico e la diluizione[3]. Attualmente, l'emocromo (esame emocromocitometrico o CBC) e l'analisi degli strisci di sangue sono metodi diagnostici fondamentali per la valutazione iniziale dei campioni di trombocitopenia[2]. Perciò, un corretto conteggio della carenza di piastrine da parte di un analizzatore ematologico automatico potrebbe essere un approccio prospettico per ridurre notevolmente la percentuale di strisci di sangue e risparmiare tempo e fatica nel laboratorio diagnostico, consentendo di filtrare rapidamente i campioni con trombocitopenia.

Tuttavia, conteggiare correttamente valori di PLT bassi non è una procedura semplice. In che modo l'analizzatore ematologico automatico di fascia alta Mindray gestisce i campioni con trombocitopenia?

Soluzione Mindray

Tecnica 1 Colorazione fluorescente altamente specifica

Il colorante fluorescente (fluorescenza rossa o FR) è stato appositamente progettato per essere in grado di identificare immediatamente le cellule bersaglio. Successivamente, la molecola fluorescente cattura l'acido nucleico nei trombociti, evitando le interferenze di piccoli eritrociti, frammenti di eritrociti/leucociti e altre particelle di dimensioni ridotte. La piastrina colorata con uno specifico colorante fluorescente attraversa il rilevatore al laser per la misurazione ottica. L'elevata specificità e affinità del colorante fluorescente assicura che il legame interno alle cellule PLT resti abbastanza stabile da consentire a tali cellule di scorrere attraverso il laser. Ciò fa sì che sia possibile mappare e contare con precisione anche piccole quantità di PLT nel diagramma di dispersione 3D SF CUBE.

Tecnica 2 Rilevamento ottico ad alta risoluzione

L'analizzatore ematologico di fascia alta di Mindray unisce alla tecnologia di soppressione della luce riflessa il SiPM (fotomoltiplicatore al silicio), un dispositivo molto sensibile ai segnali di fluorescenza che, contemporaneamente, riduce al minimo il rumore di fondo durante il rilevamento ottico. Questo migliora notevolmente il limite di rilevamento delle particelle e il limite minimo delle particelle più piccole, che arriva fino a 1 μm (un diametro di 2 μm è il limite minimo di una piastrina), garantendo che i risultati dei campioni non siano influenzati da piastrine o particelle di dimensioni ridotte.

Tecnica 3 Disaggregazione delle piastrine

La pseudotrombocitopenia è provocata da un coagulo piastrinico in vitro in una provetta di sangue anticoagulato per mezzo di EDTA che può provocare una conta piastrinica falsamente bassa[4]. Il team Ricerca e Sviluppo di Mindray ha condotto studi preliminari incentrati sui meccanismi di attivazione delle piastrine, un processo regolato principalmente dal canale del calcio, dalla via della tirosina chinasi e dalla glicoproteina GPIIb/IIIa. Dopodiché vengono applicati antagonisti al reagente DR Diluent per bloccare direttamente i siti di legame presenti sulla superficie delle piastrine, riducendo così al minimo la formazione di coaguli di PLT. Un meccanismo di disaggregazione delle piastrine più dettagliato sarà descritto nel prossimo capitolo dell'HemaBook.

Figura 4. Conteggio automatico 8×PLT-O

Mindray sta richiedendo il brevetto (vedi foto sotto) per la tecnologia di conteggio automatico 8×PLT-O. All'inizio il valore PLT-I ottenuto dal canale di impedenza viene confrontato con un valore predefinito (50×109/L). Se esso è inferiore al valore di cut-off, l'analizzatore può automaticamente prolungare il tempo di conteggio fino a 8 volte per raccogliere più particelle piastriniche per un'ulteriore analisi. Inoltre, la tecnologia di conteggio automatico 8×PLT-O può eliminare altri fattori di interferenza (ad es. eritrociti/leucociti frammentati) che spesso vengono conteggiati erroneamente come piastrine dal canale di impedenza. Non sono necessari ulteriori campionamenti, nessun intervento manuale, niente canali e reagenti aggiuntivi: il conteggio con 8×PLT-O è efficiente ed efficace nel conteggio corretto delle piastrine, in caso di trombocitopenia.

No IPC

Titolo: METODO E DISPOSITIVO PER IL RILEVAMENTO NEL SANGUE

Preparare una prima soluzione per il rilevamento, utilizzando un campione di sangue
Controllare la prima soluzione di rilevamento, in modo che attraversi un'area di rilevamento dell'impedenza
Eseguire il rilevamento delle piastrine nella prima soluzione nell'area di rilevamento a impedenza con un metodo basato sull'impedenza per ottenere un primo risultato di rilevamento delle piastrine
Preparare una seconda soluzione di rilevamento utilizzando il campione di sangue se il primo risultato di rilevamento delle piastrine è inferiore a un'apposita soglia preimpostata
Controllare la seconda soluzione di rilevamento in modo che attraversi l'area di rilevamento a impedenza
Eseguire il rilevamento delle piastrine nella seconda soluzione nell'area di rilevamento a impedenza con il metodo dell'impedenza per ottenere un secondo risultato di rilevamento delle piastrine

Riferimenti:

[1] Thrombocytopenia, Eun-Ju Lee, et al, Prim Care Clin Office Pract 43 (2016) 543–557.
[2] Platelet disorders: an overview, M. Krishnegowda, et al, Blood Coagulation and Fibrinolysis, 2015, Vol 26 No 5.
[3] Thrombocytopenia: an update, K. J. Smock, et al, Int. Jnl. Lab. Hem. 2014, 36, 269–278.
[4] Pseudothrombocytopenia, M Blonska, et al, Wiad Lek. 2001;54(5-6):333-6.