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HbA1c: il marker principale nella gestione del diabete mellito

Mindray 2021-06-17

Il diabete mellito (DM) costituisce una sfida sanitaria a livello mondiale. Nel 2019, la International Diabetes Federation (IDF) ha affermato che 1 adulto su 11 (di età compresa tra i 20 e i 79 anni) è affetto da diabete mellito, e questa percentuale è destinata ad aumentare con l'evoluzione della società e l'invecchiamento della popolazione. [1] Le complicanze del diabete mellito includono una serie di problemi, tra cui la nefropatia, la retinopatia e la malattia coronarica.

Numero previsto di persone (età compresa tra 20e 79 anni) con diabete a livello globale[1]

La diagnosi, il trattamento adeguato e il monitoraggio del controllo glicemico sono essenziali per la gestione del diabete mellito. Di conseguenza, molte analisi di laboratorio sono state introdotte nella pratica clinica, come l'emoglobina glicata (HbA1c), la proteina glicata (fruttosamina, FUN), il glucosio plasmatico a digiuno e il glucosio plasmatico di 2 ore. Tra queste, l'HbA1c è ampiamente riconosciuta come un'analisi fondamentale per la gestione del diabete mellito.

Diagnosi del diabete mellito

Secondo l'IDF, sono circa 232 i milioni di persone che soffrono di diabete mellito non diagnosticato in tutto il mondo. Molte linee guida suggeriscono di effettuare lo screening del diabete mellito nella popolazione, a prescindere o meno dalla presenza di condizioni mediche specifiche, e l'HbA1c costituisce il metodo migliore per raggiungere questo obiettivo.[2]A differenza delle analisi del glucosio, il valore HbA1c non viene influenzato dalla recente assunzione di cibo, quindi i pazienti non devono digiunare o assumere determinate quantità di glucosio prima dell'analisi. Insieme all'anamnesi e ad alcune prove ausiliarie, i medici possono fare diagnosticare il diabete mellito se l'HbA1c del paziente corrisponde ai criteri.

Criteri della American Diabetes Association (ADA)[3]

Monitoraggio terapeutico

Una volta effettuata la diagnosi, i pazienti possono modificare il proprio stile di vita e ricevere le cure adeguate (farmaci e/o insulina). Indipendentemente dal metodo di trattamento, il monitoraggio è fondamentale per gestire in modo olistico questa malattia. Poiché l'HbA1c può rivelare la glicemia media in un periodo di circa 3 mesi, molte linee guida hanno pubblicato dei target HbA1c per il monitoraggio del controllo glicemico. Questi target possono essere utilizzati come guida per i miglioramenti terapeutici.

Target glicemici raccomandati dall'AACE per soggetti adulti non gravidi[4]

Individuazione effettuata sulla base di età, comorbilità e durata della malattia

≤6,5% per la maggior parte

Più vicino al valore normale per gli adulti sani

Meno rigido per gli adulti "meno sani"

AACE, American Association of Clinical Endocrinologists

Target glicemici raccomandati dall'ADA per soggetti adulti non gravidi[5]

<6,5% per i pazienti che soddisfano i seguenti criteri:

-Breve durata del diabete
-Lunga aspettativa di vita
-Nessuna malattia concomitante
-L'obiettivo può essere raggiunto senza ipoglicemia significativa o altri effetti avversi del trattamento

<7,0%, un obiettivo ragionevole per molti pazienti

<8,0% per i pazienti che soddisfano i seguenti criteri:

-Storia di ipoglicemia grave
-Aspettativa di vita limitata
-Complicazioni microvascolari o macrovascolari avanzate
-Condizioni estensive di comorbilità
-T2DM di lunga data in cui il target HbA1C è stato difficile da raggiungere nonostante sforzi intensi

L'HbA1c è il marker ideale per la valutazione del controllo glicemico. Ogni piccola riduzione di HbA1c può ridurre significativamente i rischi di morbilità e mortalità correlati al diabete mellito. La frequenza delle analisi è di ogni 6 mesi per i pazienti ben controllati e ogni 3 mesi per i pazienti scarsamente controllati o pazienti che stanno apportando modifiche al loro regime terapeutico.[6]

Complicazioni comuni del diabete mellito e significato delle riduzioni di HbA1c[7, 8]

Riepilogo

Da quando l'HbA1c è stato separato per la prima volta nel 1958, una serie di studi ne ha dimostrato l'immenso valore nella diagnosi e nel monitoraggio del diabete mellito. In quanto marker principale raccomandato da più linee guida, le analisi HbA1c sono molto più agevoli dal punto di vista del paziente, molto più veloci da analizzare per i tecnici di laboratorio e molto più affidabili per il medico che deve prendere decisioni cliniche.

Riferimenti

[1] IDF DIABETES ATLAS 2019. https://www.diabetesatlas.org/en/
[2] Pippitt, K. & Li, M. Diabetes Mellitus: Screening and Diagnosis. Diabetes Mellitus 93, 7 (2016).
[3] American Diabetes Association. Classification and Diagnosis of Diabetes: Standards of Medical Care in Diabetes—2020. Diabetes Care 43, S14 (2020).
[4] Garber AJ, Abrahamson MJ, Barzilay JI, et al. Consensus statement by the American Association of Clinical Endocrinologists and American College of Endocrinology on the comprehensive type 2 diabetes management algorithm—2017 executive summary. Endocr Pract 2017; 23(1): 207-38.
[5] American Diabetes Association. Glycemic Targets: Standards of Medical Care in Diabetes—2020. Dia Care 43, S66–S76 (2020).
[6] HbA1c Testing Frequency: A Review of the Clinical Evidence and Guidelines [Internet]. Ottawa (ON): Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health; 2014 Sep 26.
[7] United Kingdom Prospective Diabetes Study Group: Intensive blood-glucose control with sulphonylureas or insulin compared with conventional treatment and risk of complications in patients with type 2 diabetes (UKPDS 33). Lancet 352: 837–853, 1998
[8] Stratton IM, et al. Association of glycaemia with macrovascular and microvascular complications of type 2 diabetes (UKPDS 35): prospective observational study. BMJ 321:405–412, 2000